ART

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testo Yasmina Reza

Una commedia crudele e divertente sull’amicizia, scritta da Yasmina Reza e tradotta in circa trenta lingue. In una stanza, i tre protagonisti, si confrontano sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco discutendo sul prezzo d'acquisto per il quale è stato comprato da uno dei tre. La discussione diventa ben presto un dibattito dai toni accesi sull'arte contemporanea e sfocia in un violento litigio che non riguarda più l'arte ma il rapporto di amicizia tra i protagonisti. 


L’autrice dimostra quanto anche un rapporto profondo come l’amicizia nasconda insidie insospettabili. I dialoghi serrati raccontano di come i tre amici, non riescano a comunicare realmente, arrivando a incrinare, forse in modo irreparabile, il loro rapporto.


testo Yasmina Reza

scene e regia Emanuele Conte

costumi Daniela De Blasio

luci Matteo Selis

attrezzeria Renza Tarantino

assistente alla regia Alessio Aronne

con gli attori di Generazione Disagio

Luca Mammoli, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi

produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse

A come amicizia, A come arte contemporanea.

Un giorno sentii dire a uomo di teatro d'altri tempi: “Qui si fa il teatro con la A maiuscola”

Yasmina Reza, drammaturga raffinata e profonda. Il suo è un teatro con la A maiuscola. 

Le sue parole creano personaggi reali, indagano l'intimo dei rapporti umani, scoprono gli artifici che regolano le relazioni nella società contemporanea. Può addirittura sembrare spietata, ma il suo è amore per la verità. Dialoghi serrati, a tratti straordinariamente comici, eppure, poco a poco, mentre ridiamo scopriamo che capirsi è veramente difficile; quanti silenzi, quante bugie sono necessari per evitare la fine di un'antica amicizia o di un amore. La sincerità è davvero la via più efficace per dare continuità a un rapporto? E l'arte? Che c'entra l'arte contemporanea in tutto ciò? Esiste qualcosa di più soggettivo? Un quadro bianco, tutto bianco, con delle scriminature quasi invisibili diventa il campo di battaglia dei sentimenti di questi tre grandi amici. Quanto vale quel quadro? A discuterne tre amici, tre “tipi” che rappresentano la gran parte degli uomini, quasi archetipi contemporanei di una società maschile di quarantenni ormai in età per essere padri da tempo, ma ancora in difficoltà con le responsabilità della vita adulta.

I tre attori, brillanti e affiatati, vengono dall'esperienza felice di Dopodiché stasera mi butto in cui raccontavano, con feroce divertimento, di una generazione di trentenni ancora in piena crisi adolescenziale. Come a continuare un’ideale linea temporale, quando lessi il testo per la prima volta cominciai a riconoscere nei personaggi Serge, Marc e Yvan le fattezze e i modi di Graziano Sirressi, Luca Mammoli ed Enrico Pittaluga. Già alla prima lettura d'assieme, per fortuna, hanno dimostrato di essere gli interpreti perfetti per un testo dinamico e intelligente, che ha nel ritmo la sua arma vincente. 

Emanuele Conte 

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