26 marzo - 05 aprile

ART

  • Dino Campana
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Dino Campana

di Yasmina Reza

Una commedia crudele e divertente sull’amicizia, scritta da Yasmina Reza e tradotta in circa trenta lingue. In una stanza, i tre protagonisti, interpretati dagli attori di Generazione Disagio, si confrontano – o si scannano - sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco discutendo sul prezzo d'acquisto per il quale è stato comprato da uno dei tre.

La discussione diventa ben presto un dibattito dai toni accesi sull'arte contemporanea e sfocia in un violento litigio che non riguarda più l'arte ma il rapporto di amicizia tra i protagonisti. 

L’autrice dimostra quanto anche un rapporto profondo come l’amicizia nasconda insidie insospettabili. I dialoghi serrati, raccontano di come i tre amici, non riescano tuttavia a comunicare realmente, arrivando a incrinare, forse in modo irreparabile, il loro rapporto. 

testo Yasmina Reza
scene e regia Emanauele Conte
costumi Daniela De Blasio
luci Matteo Selis
attrezzeria Renza Tarantino
assistente alla regia Alessio Aronne


con gli attori di Generazione Disagio
Luca Mammoli, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi
Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

La compagnia

Yasmina Reza, nata a Parigi da padre iraniano e madre ungherese, acclamata come una delle principali drammaturghe in lingua francese è autrice de Il dio del massacro(Adelphi 2011),  un testo tanto divertente quanto crudele, che rappresenta l'egoismo e l'ipocrisia che regolano i rapporti d'amicizia da cui Roman Polanski ha tratto il film Carnage. Drammaturga, scrittrice, attrice e sceneggiatrice, le sue opere teatrali sono state adattate e rappresentate in molti Paesi e hanno ricevuto svariati premi. La prima pièce da lei scritta, Conversations après un enterrement, le vale il Premio Molière come miglior autore; La traversée de l'hiver vince invece il Molière come miglior spettacolo regionale.

Il successo internazionale arriva proprio con Art (1994; Einaudi 2006), opera tradotta e rappresentata in oltre trenta lingue, per cui la Reza viene nuovamente premiata con il Molière per il miglior autore, il Premio Laurence Olivier e l'Evening Standard Award come miglior commedia (1997) e il Tony Award per il miglior spettacolo (1998); il romanzo Babylone, pubblicato da Flemmarion, ha vinto invece il premio Renaudot (2016).



A come amicizia, A come arte contemporanea.

Un giorno sentii dire a uomo di teatro d'altri tempi: “Qui si fa il teatro con la A maiuscola”

Yasmina Reza, drammaturga raffinata e profonda. Il suo è un teatro con la A maiuscola. 

Le sue parole creano personaggi reali, indagano l'intimo dei rapporti umani, scoprono gli artifici che regolano le relazioni nella società contemporanea. Può addirittura sembrare spietata, ma il suo è amore per la verità.

Dialoghi serrati, a tratti straordinariamente comici, eppure, poco a poco, mentre ridiamo scopriamo che capirsi è veramente difficile; quanti silenzi, quante bugie sono necessari per evitare la fine di un'antica amicizia o di un amore. La sincerità è davvero la via più efficace per dare continuità a un rapporto? E l'arte? Che c'entra l'arte contemporanea in tutto ciò? Esiste qualcosa di più soggettivo? Un quadro bianco, tutto bianco, con delle scriminature quasi invisibili diventa il campo di battaglia dei sentimenti di questi tre grandi amici. 

Quanto vale quel quadro? Centinaia di migliaia di euro, per Serge, quello del gruppo che vorrebbe elevare il proprio stato sociale comprandoselo, nulla invece vale per Marc che ha fatto del cinismo la sua arma per difendersi dal mondo. Yvan non vorrebbe prendere una posizione, preferisce che la vita gli caschi addosso; piuttosto che essere protagonista della propria esistenza subisce future mogli, futuri suoceri, madri e amici, tutti vogliono qualcosa da lui, e lui tutti vorrebbe far contenti, un gioco di prestigio che non riesce quasi mai... 

Tre “tipi” che rappresentano la gran parte degli uomini, quasi archetipi contemporanei di una società maschile di quarantenni ormai in età per essere padri da tempo, ma ancora in difficoltà con le responsabilità della vita adulta.

I tre attori, brillanti e affiatati, vengono dall'esperienza felice di “Dopodiché stasera mi butto” in cui raccontavano, con feroce divertimento, di una generazione di trentenni ancora in piena crisi adolescenziale. Come a continuare una ideale linea temporale, quando lessi il testo per la prima volta cominciai a riconoscere nei personaggi Serge, Marc e Yvan le fattezze e i modi di Graziano Sirressi, di Luca Mammoli e Enrico Pittaluga, che ho diretto ne I Giusti e Candido. 

Già alla prima lettura d'assieme hanno dimostrato di essere gli interpreti perfetti per un testo dinamico e intelligente, che ha nel ritmo la sua arma vincente. 

Calendario e biglietti

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