dal 14 al 17 marzo ore 21.00sala Aldo Trionfo
Loretta Strong
Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa
di Copi
regia Marco Isidori
"Astronave" di Daniela Dal Cin
Un'astronave abbagliante d'acciaio e di luce per l'impareggiabile, folle Loretta ci arriva dall’acume visionario della scenografa Daniela Dal Cin. Icona squisitamente pop, la matta stralunata dal petto villoso di Copi viene messa letteralmente a testa in giù dai Marcido Marcidorjs.
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con Paolo Oricco
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Maria Luisa Abate, Alessandra Deffacis, Valentina Battistone, Stefano Re
Loretta sproloquia al telefono con una certa Linda: un dissennato monologo su un improbabile viaggio spaziale, fra plutoniani assatanati e inquietanti accoppiamenti con topi e pipistrelli. In tanta sevizia erotica dovrebbe portare a termine la sua missione: disperdere nello spazio un carico di polvere d'oro.
La navicella spaziale - un grande disco cui, mani e piedi, è legato il/la protagonista-non si limita ad essere una trovata scenografica ma diventa il fulcro del significato dello spettacolo. Sintesi del caos spaziale, del disordine cosmico e del vortice mentale di Loretta Strong. Paolo Orrico è una splendida Loretta, essenziale ed eccessiva allo stesso tempo, crocefissa all’assurdo, al mondo surreale in cui cerca rifugio per allontanarsi dalla respingente realtà. Durante lo spettacolo emana una carica così coinvolgente e trascinante da incarnare perfettamente l’aggettivo Strong.
Le battute vengono pronunciate a ritmo serrato, i temi ritornano, si ripetono. Le frasi stesse si riciclano diventando ritornello: e anche “Pronto Linda”, ad esempio, a un certo punto si trasformerà in un intercalare. "Loretta è Clitennestra, Fedra, Lady Macbeth, Solange, Winnie, Maria Maddalena de' Pazzi - spiega Marco Isidori - Loretta Strong è il nostro reiterato (com)pianto sulla miseria intrinseca alla concezione individuale di soggetto".
“Per il viaggio teatrale della protagonista di quest'ultima nostra fatica spettacolare, abbiamo inventato e poi costruito uno strabiliante oggetto cinetico, una "vera" Astronave; un'astronave abbagliante d'acciaio e di luce, un "Disco Volante" che in un qualche segreto modo, sembrerà venir catapultato effettivamente verso le lontananze dello spazio profondo, esorbitando da ogni fiacchezza scenica non appena gli avremo dato abbondante gas drammatico, aprendo le valvole della sfrenatezza attorale che ci è propria.”
Marco Isidori
MARCIDO MARCIDORJS E FAMOSA MIMOSA
La Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, fondata dal regista Marco Isidori, dalla scenografa Daniela Dal Cin e dall’attrice Maria Luisa Abate, esordisce nel 1985 con uno studio su Les bonnes di Jean Genet (Le serve, una danza di guerra) imponendosi subito all’attenzione della critica.
Cardini della ricerca dei Marcido sono il lavoro sulla vocalità e la re-invenzione dello spazio, con la creazione di macchine sceniche e strutture architettoniche autonome.
Tra le produzioni della compagnia si ricordano Una giostra: l’Agamennone (premi Opera d'Attore 1988 e Drammaturgia In-finita 1990), Palcoscenico ed Inno da La sirenetta di Andersen (premio Speciale Ubu 1991), Vortice del Macbeth (2002), Bersaglio su Molly Bloom (Premio Ubu 2003 per la scenografia), Facciamo nostri questi giganti! (2006)e ...Ma bisogna che il discorso si faccia! dall'Innominabile di Samuel Beckett (Premio Ubu 2009 per la scenografia e Premio 2009 dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro).

