dal 25 al 28 gennaio ore 21 sala Aldo Trionfo
29 gennaio ore 18.30
Sogno di una notte d’Estate
prod. Teatro Stabile delle Marche
di William Shakespeare traduzione Patrizia Cavalli
regia Carlo Cecchi
Il Maestro Carlo Cecchi si cimenta di nuovo in un “sogno” in cui tutto diviene evanescente e magico. Lo spettatore è trascinato in quella “notte di mezza estate”, fatta di equivoci e scambi amorosi che condurranno al lieto fine.
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scena Roberto Bivona e Carlo Cecchi
costumi Sandra Cardini
consulenza musicale Nicola Piovani
luci Stefano Barbagallo
con Federico Brugnone, Carlo Cecchi, Silvia D’Amico, Fabrizio Falco, Davide Giordano,
Dario Iubatti, Simone Lijoi/Stefano Vona, Luca Marinelli, Enoch Marrella, Gabriele Portoghese, Sofia Pulvirenti, Luca Romani, Barbara Ronchi, Valentina Rosati, Valentina Ruggeri, Cecilia Zingaro
Teatro Stabile delle Marche
con il patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”
Tra una scena e l’altra risuonano le melodie del Premio Oscar Nicola Piovani suonate dal vivo dall’intero cast dello spettacolo formato da 20 attori. Cecchi, con la bravura di sempre, si riserva il ruolo di capocomico della compagnia di guitti facendo ben sentire come il testo sia materia viva e senza tempo. Uno spettacolo coinvolgente e dai ritmi vivaci che riesce a far assaporare lo spirito ebbro e incantato di una delle commedie più amate di Shakespeare, un congegno teatrale stupefacente, un fuoco d'artificio di equivoci, incanti, litigi e riconciliazioni di innamorati. In scena anche il giovane Luca Marinelli, protagonista sul grande schermo di La solitudine dei numeri primi, per la regia di Saverio Costanzo.
Al di là dell’enorme piacere che io provo a recitare - scrive Cecchi- il mio ingresso nella compagnia di questi giovanissimi attori è in realtà lo sviluppo naturale di un rapporto umano e professionale che, a partire dalle prime, dure prove del saggio, è cresciuto in maniera piuttosto felice e sorprendente. Ciò che ci unisce, scavalcando le generazioni, è il teatro: ossia la ricerca di quel rapporto attivo fra attori e spettatori, nell’immediatezza del qui e ora della rappresentazione, che solo il teatro ancora può far vivere.

