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Rassegna Stampa

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Antonio Latella: “è ora di svecchiare il teatro”

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dal 13 al 21 gennaio (domenica e lunedì riposo)

2984 2

prod. Teatro della Tosse
di
Enrico Remmert e Luca Ragagnin tratto da 1984 di George Orwell
regia
Emanuele Conte

Un nuovo allestimento per un numero limitato di spettatori, attori e pubblico in scena insieme sotto il controllo del Grande Fratello

REPLICA STRAORDINARIA DI 2984
Per venire incontro alle numero richieste SABATO 21 GENNAIO ALLE ORE 18.45 REPLICA STRAORDINARIA DI 2984. INFO E PRENOTAZIONI AL BOTTEGHINO DEL TEATRO 010 2470793

 



 

con Enrico Campanati, Marina Remi, Pietro Fabbri, Luca Ferri, Gianni Masella, Sara Nomellini, Aldo Ottobrino

si ringrazia per la video-partecipazione enrico ghezzi
assistente alla regia Gianni Masella
impianto scenico
Davide Sorlini e Emanuele Conte
luci
Cristian Zucaro
musiche
Einsturzende Neubauten a cura di Tiziano Scali
video art
Gregorio Giannotta
regia video
Luca Riccio
attrezzeria
Renza Tarantino
collaborano al progetto
Amedeo Romeo e Bruno Cereseto
interventi video e voce Pietro Fabbri, Alice Scano, Antonio Zavatteri

“Il Grande Fratello di Orwell e il suo profetico 1984 nella potente messa in scena di Emanuele Conte: ritmo scandito per uno spettacolo che colpisce nel segno, fa indignare e muove pensieri. Fuori dal tempo e dallo spazio, eppure così contemporaneo. Tra telecamere e monitor la storia di un amore e di una spietata dittatura.”
Dalla rassegna stampa


Lo spettacolo trascina gli spettatori in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, tra telecamere, monitor, video e obiettivi. Un non luogo in cui prende vita la parabola apocalittica di problematiche purtroppo attuali: il totalitarismo, la falsificazione della realtà indotta dai media, la corruzione del linguaggio, la perdita della memoria storica e l’annullamento dell’identità individuale.

Il protagonista Winston Smith vive in un mondo dominato dai ministeri dell’Amore, dell’Abbondanza, della Verità e della Pace, e per le strade risuonano gli slogan La Guerra è Pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza. Tutto ci ricorda sinistramente il nostro tempo e il continuo ricorso alla Paura e alla Propaganda per limitare sempre più la libertà di scelta.

Il testo di Remmert e Ragagnin è fedele al romanzo di Orwell e la regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente forza delle pagine del libro mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo”.
Dalla rassegna stampa

spettacolo sconsigliato a chi soffre di claustrofobia