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PREMIO SCENARIO
gli spettacoli vincitori
Premio Scenario

sala Dino Campana
dal: 31/03/2010 al 03/04/2010
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PREMIO SCENARIO
gli spettacoli vincitori
Premio Scenario

 




A-TUA-IMMAGINE.jpg31 marzo 2010
Segnalazione speciale Premio Scenario 2009
OdemàMilano)
A TUA IMMAGINE

progetto drammaturgico Davide Gorla
diretto e interpretato da Enrico Ballardini, Giulia D'Imperio, Davide Gorla
musiche originali Enrico Ballardini
luci Monica Gorla, Francesco Collinelli
Circondati dalle nebbie di un non luogo, ci troviamo dinanzi a dei personaggi altolocatissimi. Il primo di essi è venuto per chieder conto al padre di quali siano i doveri e i privilegi che comporta questo essere figlio suo. Il secondo, il padre, sembra tergiversare dinanzi a queste richieste. Infine il terzo è venuto perchè anch'egli può trarre degli interessi da questa unione. I tre personaggi sono Dio, suo figlio Gesù, il Diavolo.
Motivazione della Giuria Una messa in scena leggera e profonda, dove una ricerca d'attore, che evoca i linguaggi del cabaret e del pastiche comico, incontra un livello di pensiero complesso e inusuale raccogliendo e rilanciando suggestioni da Goethe, Saramago e Pessoa per approdare a un'ipotesi inedita.



TEMPESTA.jpg1 aprile 2010
Segnalazione speciale Premio Scenario 2009
Anagoor (Treviso)
TEMPESTA
con Anna Bragagnolo e Pierantonio Bragagnolo
montaggio e regia video Simone Derai e Marco Menegoni
regia e testo Simone Derai
Tempesta è una raffinata istallazione, un omaggio e un attraversamento nell'opera del Giorgione, un percorso di visione che gioca con rimandi alle pitture e alle ragioni della creazione. Mescola codici e stili con accattivante sapienza, dipana il video e il corpo dei performer su tempi rarefatti, avviluppa tra rumori e silenzi con sonorità intriganti e immaginifici, visioni apocalittiche e tableaux vivant.
Motivazione della Giuria Teatro radicato, dove il rapporto inquieto e appassionato con la natura è mediato dall'arte, come scrigno capace di custodire la memoria individuale e collettiva del proprio territorio. Il radicamento si compie qui grazie a una attenta cura compositiva che ruba alla pittura di Giorgione lo stupore del tempo fermato a interrogare la condizione dell'esistenza presente e l'alchimia della trasformazione possibile. L'arte si affianca alla terra a restituirci le nostre radici.



BELLO-VIVERE-LIBERI.jpg2 aprile 2010
Vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009
Marta Cuscun?Gorizia)
E'BELLO VIVERE LIBERI!
Ispirato alla biografia di ONDINA PETEANI
Prima staffetta partigiana d'Italia deportata ad Auschwitz N. 81 672
ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione Marta Cuscunà, costruzione degli oggetti di scena Belinda De Vito
luci e suoni Marco Rogante
E' bello vivere liberi! è l'ultima frase che Ondina Peteani ha scritto a poche settimane dalla morte, quello che sentiva profondamente: amore per la libertà. Lo spettacolo si ispira alla prima parte della sua vita fino alla liberazione dai campi di concentramento e mette in luce il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile all'emancipazione della donna e al Movimento di Liberazione.
Motivazione della Giuria Spettacolo felicemente atipico, coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare.

PINK-ME-&ROSES.jpg3 aprile 2010
Vincitore Premio Scenario 2009
Codice Ivan (Bolzano)
PINK, ME & THE ROSES
drammaturgia originale collettiva
di e con Anna Destefanis
Leonardo Mazzi
Benno Steinegger
Lo scorpione, portato sulla schiena della rana per attraversare il fiume, punge la rana. La rana morendo chiede allo scorpione: "Perchè mi hai punto, visto ch e in questo modo moriremo entrambi?". Lo scorpione risponde: "Perchè è nella mia natura".
Esopo
Motivazione della Giuria I giovani di Codice Ivan sembrano accedere al teatro da ingressi decentrati e disorientanti che, assunti in piena consapevolezza, offrono un'angolazione speciale allo sguardo, una libertà che dischiude le valvole del processo creativo fino al suo grado di immediatezza. Così la favola antica sull'impossibile collaborazione fra la rana e lo scorpione apre la scena alle domande sul perchè tutti i nostri tentativi di dialogo sembrino destinati all'insuccesso; e sul perchè sia proprio il linguaggio a segnarne il fallimento.





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