SONJA
New Riga Theatre
di Tatjana Tolstaja regia Alvis Hermanis con Gundars Abolins, Jevgenijs Isajevs scena e costumi Kristine Jurjane musiche Andris Jarans Luci Krišjanis Strazdits
Anni fa il Teatro della Tosse è stato il primo a presentare il lavoro di un regista lituano allora sconosciuto: Eimuntas Nekrosius. Oggi siamo convinti che un regista lettone Alvis Hermanis e il suo New Riga Theatre siano destinati ad altrettanta fortuna e successo.
Leningrado, anni 30. In un appartamento che somiglia ad una casa di bambole entrano due goffi malviventi con il volto coperto da calze. Frugano dappertutto, con le mani guantate. Fanno andare il vecchio grammofono, infilano golosi le dita nella marmellata. Ma le case, si sa, hanno un’anima, e quando i due ladri trovano un album di fotografie e un vecchio diario, iniziano, un po’ per gioco, un po’ per amore, a ricostruire la vita della sfortunata padrona dell’appartamento. Il malvivente più cattivo si getta sull’altro, lo spoglia a forza, lo costringe a indossare un vestitino col fiocco e una parrucca con i bigodini. Quest’uomo grassoccio, con barba e vestito da donna, comincia a muoversi per la stanza. Prepara la tavola, per due. Si siede davanti alla zuppiera. Prepara una torta al cioccolato. Si mette al lavoro alla macchina da cucire. È tornata Sonja.
Sonja è una donna semplice, bruttina, un po’ sola. Ma possiede anche dei talenti: è un’eccellente cuoca e una buona sarta, inoltre è strepitosa a far saltare i nervi alle persone. Un giorno riceve una lettera d’amore, profonda e passionale che stravolge completamente la sua vita… Alvis Hermanis
Lo spettacolo, che ha vinto numerosi premi, è stato presentato con successo in tutto il mondo: dal Festival di Avignone al Festival Santiago a Mil in Cile, all’Holland Festival, al KunstenFestivaldesArts di Bruxelles, allo Zuercher Theater Spektakel,dall’ International festival Kontakt in Polonia al croato Small Scene Theatre Festival.
Il teatro torna ad essere una scatola magica capace di trasformare una storia in poesia. Come bimbi che riescono a vedere mondi in un pezzo di legno. Cosimo Manicone – Sipario
Questo sì che è vero teatro: una scena magica, due attori strepitosi e una storia da piangere. Roberto Barbolini - Panorama
|