14/05/2010 pubblicato da: Ambride Pugnaghi Idiota
In attesa che tutti gli spettatori prendano posto, mi guardo intorno. Intravedo una figura in cima ad una scala, immobile. Sul palco diverse lampadine distribuite nello spazio sembrano quasi voler rappresentare i pensieri che quotidianamente si accendono e si spengono dentro di noi, o forse sono lucciole capaci di rendere più magica la notte. Una bellissima altalena, un bidone della spazzatura, un tappeto di foglie secche. Non ho ancora terminato la mia personale fotografia della scena, quando, improvvisamente, quella figura in cima alla scala si anima, scende, parla, ci parla e ha proprio voglia di farlo.
Eccolo che dondola felice sull’altalena iniziando a raccontare di sé, della sua storia, della sua visione del mondo, della bellezza del mondo. Egli però lo fa con gli occhi di un bambino, con la semplicità e l’ingenuità più vera che agli adulti non è più permessa.
Siamo davanti ad un uomo folle, che non rispecchia la nostra idea della “normalità”, eppure ci sentiamo colpiti dalla naturalezza con cui ci spiega come può essere il mondo se volessimo abbandonare, anche solo per un momento, i nostri luoghi sicuri di uomini perfettamente razionali per entrare con lui in una nuova dimensione, dove la paura di essere “umanamente imperfetti” non è richiesta, né necessaria, se si vuol essere felici.
La regola qui non è uniformarsi alla massa, ma preservare la propria unicità, anche se questa consiste nell’essere “un idiota”.
Recupero per poco più di un’ora quella frizzante leggerezza che mi ha accompagnato durante l’infanzia, mi libero dagli “idola” di baconiana memoria e parto insieme al nostro “bizzarro amico”, cercando di guardare il mondo con occhi diversi: i suoi.
L’ottima miscela venuta fuori dall’incontro tra Carmen Giordano ed Enrico Campanati, l’efficace ed azzeccata scenografia di Maria Paola Di Francesco, mi ha davvero sedotto, riuscendo a farmi dimenticare la quotidiana “normalità” per tutto il tempo dello spettacolo.
L’unica nota dolente della serata: applausi interminabili! Bravi davvero.
A proposito, se incontrate uno strano tipo su un treno che fuma un sigaro, non prendete iniziative avventate.
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