22/04/2010 pubblicato da: Monica Rogledi SONNO
Due giovani coppie arrivano in un “luogo” non definito. Tutto è bianco, asettico, privo di elementi di riconoscimento. Solamente la personalità dei ragazzi e i loro abiti danno colore al luogo. Tutto lo spazio è neutro, destinato solo ad accogliere i sentimenti.
E’ l’inizio di una vita insieme. Le loro storie si intrecceranno rappresentando due realtà completamente diverse.
Lateralmente alla scena, le note di un pianoforte legheranno tutti gli avvenimenti.
Tema dominante è lo scorrere inarrestabile del tempo. Incalzanti le proiezioni “inverno primavera estate autunno”. Il tempo che passa “inverno primavera”, il tempo non si ferma, “estate autunno”, trasmettendo una leggera ansia sull’impotenza dell’uomo di fronte al tempo.
Una giovane coppia è piena di entusiasmo e vivranno insieme tutta la vita. Il dolcissimo e premuroso vecchietto è interpretato da un meraviglioso Enrico Campanati che si occupa della sua compagna malata con tanto amore da farti pensare: ”speriamo in vecchiaia di avere a fianco un uomo così”. Questa coppia rappresenta l’unione, la necessità dell’altro, la paura nel vedere la morte così vicina. Di grandissima umanità la ricorrente frase dell’anziano alla moglie :“fallo per me”, “mangia, fallo per me”, “svegliati, fallo per me”. Perfetto nei movimenti incerti della vecchia, nella voce tremante, nel trasmettere lo sgomento per l’eventualità così concreta di perdere la persona con la quale ha condiviso una vita intera.
L’altra giovane coppia non dura. Sempre l’ossessione del tempo che scorre : “inverno primavera”. Il tempo passa, “estate autunno” e le loro vite prendono strade diverse. Il ragazzo pieno di speranze diventa un uomo sconfitto ed è interpretato da un potente Valerio Binasco che per tutta la commedia non pronuncia una sola parola. E’ il corpo a raccontare il doloroso tema dell’attesa, la speranza che l’ altra persona ritorni. L’altra persona tornerà, ma solo per prendere le ultime cose rimaste e poi l’abbandono.
Questa coppia è completamente muta. La scenografia diventa una enorme lavagna sulla quale verranno proiettate le battute. Gli attori non danno voce alle battute, il pubblico dovrà leggerle come se si trovasse davanti ad un fumetto umano.
Il testo è quasi del tutto assente. E’ il silenzio a parlare
Lunghi momenti di silenzio riempiti ad arte dalla forte presenza scenica degli interpreti. Personaggi senza parole, è il corpo che racconta.
Eccellente la regia di Binasco. Perfetti i movimenti. La scena così spaziosa risulta sempre ben bilanciata. Impeccabile la sincronia degli attori con la proiezione delle battute a loro non visibili.
Uno spettacolo intenso, nuovo, meravigliosamente essenziale, con grandi attori.
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