08 marzo

LUCE BIANCA

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Teatro del Ponente

lettura teatrale omaggio alla poetessa Antonia Pozzi

A soli ventisei anni, moriva suicida la poetessa e fotografa Antonia Pozzi, una delle voci liriche più importanti e suggestive del Novecento, A poco più di ottant’anni dalla sua scomparsa si vuole rendere omaggio attraverso le sue poesie e le sue lettere.

Come per la scultrice Camille Claudel, l'autrice ha affidato il testo a Lisa Galantini e Alberto Giusta « i soli artisti che a mio avviso possono, con rispetto e amore, entrare in questa vita irrimediabile».

La lettura ha vinto il primo premio per la sezione “teatro” al concorso “Per troppa vita che ho nel sangue”, III edizione 2019, ideato e condotto dalla poetessa Caterina Silvia Fiore con la collaborazione del Comune di Pasturo (Lecco).



di Chiara Pasetti

tratto dai testi di Antonia Pozzi

regia di Alberto Giusta

con Lisa Galantini

opere in scena di Colette Deblé

produzione Associazione culturale Le Rêve et la vie


Iniziavo la mia tesi di laurea in Filosofia, sugli scritti giovanili di Gustave Flaubert. Navigavo nel mare della sterminata bibliografia flaubertiana… Un’infinità di saggi, monografie, articoli, biografie. A un certo punto la mia attenzione si soffermò su un titolo, e soprattutto su una data: Flaubert negli anni della sua formazione letteraria, 1935. In quegli anni nessuno studioso italiano si era occupato dei testi giovanili di Flaubert, peraltro mai pubblicati in vita dall’autore. Il volume recava la firma di Antonia Pozzi e la prefazione di Antonio Banfi, filosofo e principale esponente della “scuola di Milano”. Chi era Antonia Pozzi? Lessi il volume, e scoprii che si trattava della sua tesi di laurea, discussa nel novembre del 1935 presso la mia stessa Università, la Statale di Milano, per la cattedra di Estetica… E che era stata pubblicata postuma. Quando era nata, Antonia, e quando era morta? La biografia riportava le date: 1912-1938. Ventisei anni… Gli stessi che avevo io all’epoca. A quel punto si aprì per me l’universo di Antonia Pozzi. Scoprii che era poetessa, e anche fotografa. Comprai i volumi delle sue poesie e delle sue lettere, i saggi, le biografie, e tutto ciò che riuscii a reperire su di lei. Per oltre un anno non feci altro che studiare e leggere Gustave Flaubert e, parallelamente, Antonia Pozzi.

Da quel momento è passato diverso tempo. Finalmente tutti i suoi scritti (poesie, diari, lettere e la tesi di laurea, sulla quale ho avuto l’onore di lavorare per la nuova edizione a cura di Matteo Mario Vecchio, ed. Àncora), si possono leggere nella loro versione originale, non censurata o modificata dal padre Roberto Pozzi. Dobbiamo a due straordinarie studiose, suor Onorina Dino, già amorevole curatrice dell’Archivio Pozzi (prima conservato a Pasturo, ora donato al Centro Internazionale “Carlo Cattaneo e Giulio Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese) e Graziella Bernabò, sua biografa ufficiale, il merito di aver ripubblicato, recentemente, le nuove e complete edizioni dei testi di Antonia, condotte sui quaderni e sui manoscritti originali.

Del tutto ignorata in vita, negli ultimi anni la sua figura di donna, di poeta, di fotografa è stata oggetto di una crescente e clamorosa riscoperta, sia in Italia che nel mondo. È ormai riconosciuta come una delle voci liriche più importanti del Novecento. Saggi, film, romanzi, docufilm, reading, mostre hanno voluto indagare, talvolta con risultati notevoli, il suo ricchissimo immaginario femminile, il suo linguaggio raffinato, stregato, spesso straziato, la dolente sensibilità, la capacità di fermare attimi, paesaggi, volti attraverso la penna e la macchina fotografia.

Chiara Pasetti

Calendario e biglietti

Prezzo intero 15,00 €
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marzo 2020
8
domenica
alle ore 20:30

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