19 febbraio - 22 febbraio

AXTO

  • Aldo Trionfo
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Aldo Trionfo

oratorio per corpi e voci dal labirinto

«e 'n su la punta de la rotta lacca

l'infamïa di Creti era distesa

che fu concetta ne la falsa vacca»

Dante Alighieri, Inferno, Canto XII,vv. 11-13

Emanuele Conte e Michela Lucenti portano  in scena il mito del Labirinto e del  Minotauro. Dopo il felice debutto in forma di studio pensato per essere accolto da un tendone da circo, andato in scena ad Artisti in Piazza - Pennabilli Festival, la compagnia di danzatori, attori e cantanti del Teatro della Tosse e di Balletto Civile dà corpo e voce a questo racconto, epico e familiare, in uno spettacolo che nasce dalla terra e dal sudore invadendo tutti gli spazi del teatro. Dalla terra affiorano pochi mobili e suppellettili come se un appartamento, senza pareti, fosse stato invaso dal fango di un'alluvione e poi fosse riemerso in parte, una volta asciugata l'acqua. L'ambiente nel quale il mito del Labirinto e del Minotauro viene celebrato è la casa e i protagonisti, a officiare il rito, sono i familiari, gli abitanti di quella casa . Il “mostro” ora è chiuso tra le mura domestiche, l'oscenità nascosta e il sacrificio consumato all'interno della famiglia.


Cos'è il labirinto? Un posto dove perdersi o un posto dove nascondere quello che ci fa paura, ciò che non si riesce a capire? Una prigione, un manicomio, un'isola.  Il labirinto è il luogo dove si compie il sacrificio simbolico, così l'animale si evolve in uomo. Entriamo nel labirinto, il cervello umano, perdiamoci, lasciamo un filo rosso dietro di noi per ritrovare l'uscita, o forse l'entrata. Un percorso che parla di solitudine estrema e dei muri, che dovrebbero proteggerci e che invece non fanno che consolidare il nostro isolamento. Ci accorgiamo che non c'è via d'uscita, che il limiti sono dentro di noi. I mostri sono nei nostri occhi, i muri nella nostra mente. Avidamente ricerchiamo la luce e riemergiamo dall'architettura infernale dei nostri pensieri solo dopo aver abbandonato lungo la strada un cadavere, o forse un guscio, una corazza, che non ci serve più e voltandoci indietro scopriamo che il mostro aveva il nostro volto.


testo Emanuele Conte

collaborazione al testo Elisa D'andrea, Luigi Ferrando

regia di Emanuele Conte e Michela Lucenti

coreografie Michela Lucenti


impianto scenico Emanuele Conte

luci Andrea Torazza 

costumi Daniela De Blasio

rielaborazioni musicali Massimo Calcagno

con Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Francesco Gabrielli, Emanuela Serra, Filippo Porro, Alessandro Pallecchi, Aristide Rontini, Lisa Galantini, Enrico Casale


performer nel labirinto Attilio Caffarena, Pietro Fabbri, Francesco Gabrielli, Luca Hardonk, Gianluca Pezzino, Arabella Scalisi

produzione Fondazione Luzzati -Teatro della Tosse, Balletto Civile

Artisti In Piazza - Pennabilli Festival

Calendario e biglietti

Prezzo intero 15,00 €
acquisto biglietti
febbraio 2020
19
mercoledì
alle ore 20:30
20
giovedì
alle ore 20:30
21
venerdì
alle ore 20:30
22
sabato
alle ore 20:30

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